I've stopped thinking. and i'm dumb waiting for the Great Mystery hug. I've been looking for it wandering about the streets in a city that doesn't belong to me, I've been looking for it letting water drop on me to shut my pain up. yet i've just met the other's rage and i've been annihilated. like i was annihilated as a child before someone raising their voice, a slap in the face i didn't understand. i'm not cut out for life. i don't have nails. i always expect understanding, explanations, love. but i can't change. and i'll keep on roaming with my disability to live, listening to the distant echo of the Great Mystery which will ease my pain. i don't know how to live but i know how to love. and i'll keep on walking trying not to to tread on the ant crossing my path.
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L'Avana. 1 Giugno 2007 |
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I bambini, privilegiati a Cuba CIRA RODRÍGUEZ CÉSAR PL – Essere un bambino privilegiato è una cosa poco comune in molte parti del mondo, ma oggi a Cuba questa condizione è una prerogativa che garantisce a tutti i diritti più elementari dal momento stesso della nascita. Ciò costituisce una ragione sufficiente affinchè i cubani di più tenera età festeggino il 1º giugno la Giornata Internazionale dell’Infanzia, data che in altre nazioni nemmeno si conosce, per l’oblio e la disattenzione vissuti da questo settore. Rappresentanti di 54 paesi parteciparono nel 1925 alla Conferenza Internazionale della Felicità dell’Infanzia, celebrata a Ginevra, in Svizzera, dove venne approvata la "Dichiarazione di Ginevra sulla Protezione dei bambini". Venne decretato così che tutti i paesi erano tenuti a proporzionare ai piccoli piaceri spirituali, assistenza sociale, migliori opportunità di vita, mentre venivano proibiti ai bambini i lavori forzati e pericolosi. I governi di diversi paesi decisero, dopo la detta conferenza, di istituire la Giornata Mondiale dell’Infanzia per commemorare i piccoli morti nella II Guerra Mondiale e in altri conflitti bellici. Le bambine e i bambini cubani celebrano questa ricorrenza con l’allegria di sapersi il tesoro più prezioso e di poter godere, senza alcuna discriminazione, di scuole, di giochi, di una ricreazione sana e di un’accurata assistenza medica. Partecipare liberamente alla vita culturale, ricevere prima e dopo la nascita di tutte le cure e di 13 vaccini preventivi contro pericolose malattie, esprimere le loro opinioni in forum e nelle loro organizzazioni è un qualcosa che li distingue dai loro simili in altri paesi. Lo sfruttamento lavorativo, la prostituzione, la mendicità, il traffico di persone ed altri atti di violenza molto comuni in altre società dove impera l’economia di mercato, sono fenomeni molto lontani dalla realtà dei bambini cubani. Far valere i loro diritti per essere nati e farli crescere protetti dalle leggi è stato fin dal 1959 l’obiettivo dei programmi sociali sviluppati dalla Rivoluzione cubana, che nemmeno nei momenti di crisi economica ha abbandonato alla sua sorte la nuova generazione. Cuba commemora la Giornata Internazionale dell’Infanzia, che quest’anno avrà un grande significato a causa del contesto internazionale, caratterizzato da una maggior polarizzazione e da grandi minacce, come quella di privare l’umanità delle risorse alimentari per produrre combustibili. I rapporti delle Nazioni Unite confermano le cifre da brivido secondo le quali ogni minuto muoiono nel mondo 16 bambini, a causa della fame e per mancanza d’assistenza medica, mentre Cuba esibisce uno dei tassi di mortalità infantile più bassi del mondo, 5,3 ogni mille nati vivi, nonostante che questo piccolo paese sia oggetto di un blocco economico, finanziario e commerciale degli Stati Uniti per quasi mezzo secolo. I bambini cubani vivranno oggi un giorno diverso. In ogni scuola ci saranno feste, spettacoli, iniziative ricreative extrascolastiche ed un gruppo di pionieri (alunni delle scuole elementari e medie inferiori), effettuerà uno scambio in Internet sulle sue esperienze ed i suoi diritti. Tutte queste possibilità sono ignorate da alcuni e sognate da molti dei 140 milioni di bambini del mondo che non sono mai andati a scuola o vivono in povertà. Ciò dimostra che ci sono ancora molte orecchie che non vogliono sentire e menti chiuse rispetto all’applicazione della Convenzione sui Diritti del Bambino approvata nel 1989, che stabilisce norme internazionali di protezione dell’infanzia e ne sancisce i diritti giuridici. (Traduzione Granma Int.) |
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I am an imaginary number 1i I don't really exist _ |