(AGI) - Kinshasa, 12 set. - La vita di migliaia di bambini e' in pericolo a causa dei combattimenti nella regione del
Nord Kivu, nell'est della Repubblica Democratica del Congo, tra le forze governative e i miliziani fedeli al generale dissidente Laurent Nkunda. L'allarme e' stato lanciato dall'Unicef, che ha anche sottolineato il crescente rischio di epidemie di morbillo e colera nei campi di fortuna sorti attorno a Goma, capitale della regione, dove nelle ultime settimane sono arrivati oltre 60.000 sfollati.
Il 6 settembre la missione delle Nazioni Unite in Congo (Monuc) era riuscita a ottenere un cessate-il-fuoco, dopo mesi di scontri quotidiani nella citta' di Sake, a ovest di Goma, e nell'area di Masisi. Ma ora la situazione sta di nuovo peggiorando.
Per rispondere alla crisi umanitaria in corso, l'Unicef sta fornendo assistenza a oltre 60.000 sfollati accampati nelle localita' di Miganga e Minova, sempre in Nord Kivu, e ha avviato una campagna di vaccinazione contro morbillo e tetano neo natale. Oltre 2.000 bambini sono stati sottoposti a controlli medici: 277 affetti da malnutrizione 'moderata' stanno ricevendo supporto nutrizionale, mentre 35 'gravemente' malnutriti sono stati ricoverati in centri di alimentazione terapeutica.
Nonostante questi interventi, la maggioranza degli sfollati rimane senza assistenza: "Dovremmo raggiungere molti piu' bambini, e il piu' velocemente possibile", ha dichiarato Anthony Bloomberg, rappresentante Unicef in Repubblica Democratica del Congo, "ma le difficolta' nel raggiungere le popolazioni a causa dei combattimenti continuano a ostacolare gli interventi". Per questo, l'Unicef ha esortato le parti in conflitto "a rispettare i diritti dell'infanzia, a porre fine al reclutamento di bambini soldato e consentire l'accesso degli aiuti a tutti gli sfollati".
Secondo l'Unhcr, l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati, dall'inizio dell'anno piu' di 170.000 abitanti del Nord Kivu hanno dovuto abbandonare case e villaggi a causa dell'intensificarsi degli scontri. (AGI)